L’affermazione che l’allenamento giovanile non è una riduzione
percentuale di quello di un’atleta adulto è saputa e risaputa, ma lo
è maggiormente per le siepi. Attualmente questa specialità rientra
nel programma-gara solo dalla categoria allievi, mentre per i cadetti fino a qualche anno fa era prevista la prova dei 1200 siepi come
indicato a pagina 11.
La fascia di età dei 14-15 anni è una di quelle fasi sensibili in cui
l’organismo, molto più facilmente, assimila e migliore alcune qualità che successivamente non potranno essere allenate con la stessa
efficacia. Dobbiamo sfruttarla per predisporre il futuro siepista e
verificarne l’eventuale potenziale in questa disciplina.
Allenamento delle componenti organiche.
“Per quanto non succeda mai che una ben precisa velocità - e soltanto quella – abbia una determinata conseguenza sull’organismo,
certamente alcuni ambiti di intensità sono assai più utili di altri nel
fare si che si determini un certo tipo di adattamento. Tali ambiti, inoltre, sono assai più ristretti
quanto più è evoluto l’atleta.
Questo significa che un principiante può avere un miglioramento della sua soglia anche se corre a velocità sensibilmente più lente alla soglia anaerobica stessa, mentre chi si allena da anni
può discostarsi assai meno.”
Enrico Arcelli- Antonio Dotti “Mezzofondo veloce: dalla fisiologia all’allenamento”
Questa affermazione, al di là del riferimento alla soglia, delinea in modo semplice ma chiaro, il
metodo di lavoro per quanto riguarda il giovane. Non occorre una precisa ed approfondita determinazione delle metodiche perché i miglioramenti si ottengono anche con proposte meno
specifiche e quindi anche con esercitazioni non strettamente legate all’atletica leggera.
Penso che un cadetto debba arrivare ad allenarsi 3-4 volte alla settimana e che, se il è un mezzofondista, deve cominciare ad acquisire la mentalità giusta di un corridore rispetto alla disciplina ed alla fatica. Il lavoro deve essere prevalentemente multilaterale, ma con
un’impostazione da mezzofondista tanto da trasformarsi in “multeralità specifica”.
Possono tranquillamente essere introdotti la corsa continua, fino ad arrivare a 45’-50’, le corse
con variazioni di ritmo e/o in ambiente naturale, prove ripetute (anche in zona lattacida) modulando con molta attenzione quantità, qualità e soprattutto tempi di recupero ed assimilazione. Inoltre tutte le esercitazioni di passaggio a metà tra gioco, percorso ed allenamento, con
sviluppo dei distretti muscolari e con la possibilità di inserire elementi tecnici che a noi interessano (ostacoli), sono altrettanti utili.

Per quanto riguarda l’aspetto agonistico, un cadetto deve acquisire più esperienza possibile in
pista, nei cross ed anche in strada. La mancanza di una gara propedeutica alle siepi, così come
l’eliminazione dei 600 dal programma ufficiale della Federazioni, è una grossa lacuna. Fino a
quando i cadetti hanno potuto fare i 1200 siepi, molti giovani si sono avvicinati alla specialità.
Ne è prova che dal gruppo di cadetti delle annate 74 e 75 sono emersi atleti che sono poi crePagina 16“Particolarità del siepista e sviluppo poliennale delle esercitazioni tipiche della distanza”
sciuti come siepisti veri e propri. L’approccio nella categoria superiore, da allievo e con una gara molto più impegnativa quale i 2000 metri, rendono l’avvicinamento tecnicamente più
difficile, nonché più traumatico da un punto di vista mentale. Non bisogna dimenticare che si
perdono 2 anni preziosi, utili per la costruzione del giovane.
Con la nascita delle barriere e delle riviere alte solamente 76 cm per le donne, dovrebbe essere
vigorosamente sostenuta la reintroduzione di una gara per questa fascia di età.

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