sabato 8 ottobre 2011

Kinder+Sport Cup, al via la seconda giornata


Kinder+Sport Cup, al via la seconda giornata


LA CRONACA DELLA SECONDA GIORNATA

100hs M (pentathlon): Temperature sempre invernali, ma almeno il vento concede una tregua. I favoriti per il titolo sono nella prima serie e il trevigiano Giacomo Zuccon conferma le sue doti di ostacolista (d'altronde è figlio dell'ex ostacolista azzurra Mary Massarin: qui fa 13"83, con vento -1.3: pari a 908 punti), davanti al toscano Stefano Mistretta (13"85, 904 punti), mentre il freschissimo primatista italiano Simone Fassina inizia le sue fatiche limando qualcosa alla sua prestazione d'apertura nella gara-record di Busto Arsizio (14"09 per 868 punti, contro il 14"22 dei Regionali).
100hs M (batterie): In sede di riepilogo ci si rende conto che hanno fatto meglio i ragazzi delle prove multiple. Anche perché il ragazzo col miglior accredito, il lombardo Guglielmo Tadini, finisce per "addormentarsi" sui blocchi della seconda batteria e riesce a salvare una corsia in finale solo con il ripescaggio. Solo due scendono sotto i 14", il reatino Leonardo Bizzoni (13"91, -0.2) e il marchigiano Andrea Pacitto (13"97).
Peso F (finale): Il Lazio continua ad essere protagonista dopo i due titoli conquistati ieri: stavolta tocca a Claudia Bertoletti, romana di Montesacro, che si migliora due volte e domina la finale con 13.59. E' figòlia di Claudio, già martellista della Forestale, che è anche il suo tecnico: e si presenta sul podio con al collo una sciarpa giallorossa che tradisce la sua fede calcistica. In classifica seguono un po' di visi esotici: 2^ e 4^ sono due ragazze provenienti dal Camerun (entrambe da Douala), Nadia Maffo (ora a Mereto di Tomba, in Friuli) e Danielle Madam (di stanza in Lombardia), mentre il bronzo va alla dominicana residente in veneto Yohelis Jimemez Luna.
Disco M (finale): La miglior gara della stagione, visto che i primi cinque arrivano tutti al personale. Il nuovo campione è un bergamasco di Vertova, Giulio Anesa, che si allena su una pedana di fortuna nel campetto del suo paese. In pratica una semplice circonferenza di cemento. Si diletta di caccia (lepri) e pesca (trote), tra i boschi e i torrenti nei dintorni del paese. L'argento va ad una novità assoluta, perché il fiorentino Marco Primaveri fino a otto mesi fa faceva il portiere nell'Affrico Calcio: una bella struttura (1.94 per 95kg) che aveva attirato l'attenzione dei tecnici toscani, che lo hanno "corteggiato" per due anni fino a convincerlo a transitare dalla palla rotonda al disco. Il campano Antonio Basile, 5° classificato, è il fratello minore di Maria Antonietta, campionessa cadette nel 2009 e 2010 e quest'anno azzurra ai Mondiali allievi di Lille.
80hs F (batterie): Come sulle barriere alte dei ragazzi anche qui la favorita, Daisy Osakue, rischia parecchio incocciando quasi tutti gli ostacoli sul rettilineo. E così la migliore del lotto è la nuorese della Delogu Giulia Mannu (12"36, vento -0.5).
80m M (batterie): Lo spoletino Filippo Pecchioli è reduce da un problema muscolare e quindi non è al meglio: per di più si lascia sorprendere in partenza dalla rapidità del brevilineo Francesco Tarussio, ragazzino brasiliano adottato a due mesi da una famiglia vicentina e poi portato all'atletica da Sergio Cestonaro. Tarussio (9"32 in batteria), che è alto solo 1.62 per una cinquantina di chili, è un folletto in pista e sui campi della palla ovale, mediano di mischia nelle giovanili del Rugby Vicenza. Meglio di Pecchioli (9"38) fa anche il romano di Casal Palocco Gabriele Gargano (9"34), vincitore della terza batteria: da un anno frequenta i centri giovanili della Simoni alla Caserma Italia di Ostia sotto la guida dell'ex 400ista delle Fiamme Gialle Luca Menicocci.
Alto M (pentathlon): Simone Fassina migliora anche in questa specialità e sale fino a 1.93, miglior prestazione stagionale della categoria (finora in mano al toscano Filippo Lari con 1.91). Si difende Giacomo Zuccon, che agguanta l'1.84 al 3° tentativo.
80m F (batterie): Julia Calliari ha già in bacheca il titolo nazionale studentesco e ci tiene a dominatre il campo qui al "Picchi" come fece alla Farnesina in maggio: il suo 10"27 (-0.4) è di gran lunga il miglior "crono" del turno. Magari le altre si nascondono, fatto sta che la capolista stagionale Chiara Rollini (9"95 nell'incontro interregionale di Campi Bisenzio, senza anemometro e forse con un po' di vento a favore) si limita a vincere la sua batteria in 10"47.
Giavellotto M (pentathlon): Rialza la testa anche il toscano Stefano Mistretta, leader della prova con 45.69 2519 punti totali dopo tre gare): ma Fassina conserva la testa della classifica provvisoria (2661) grazie ad un lancio da 45.39. Sul podio virtuale (2406 punti) anche Zuccon, 36.90 di parziale.
Triplo F (finale): La leader stagionale Benedetta Cuneo mette il punto esclamativo alla sua stagione raggiungendo il limite dei 12.00 esatti. E' un'aretina che ha iniziato con l'alto studentesco e poi con il lungo: sotto la guida di Paolo Tenti cerca di mettere a posto l'inevitabile gap tecnico riferito ad un gesto non proprio naturale per un'atleta con poco più di un anno di militanza. La siua compagna di allenamento abituale è Anna Visibelli, azzurra ai recenti Campionati Europei juniores di Tallinn.
Martello F (finale): Rischia molto Lucia Prinetti Anzalapaya, capolista stagionale, che mette sul suo conto due nulli prima di liberarsi al terzo turno con un 46.24 che già risolverebbe la gara a suo favore. Poi, senza pressione, spara un 51.93 che rappresenta il suo nuovo personale e la porta diretta nella top-10 di sempre della categoria. Non male per una ragazza al primo anno di categoria che compirà 14 anni solo il prossimo 2 novembre: e comunque mostra già una struttura di livello superiore. Un po' come la corregionale Francesca Massobrio, della quale sta ripercorrendo le tracce: solo che Lucia non è astigiana ma vercellese, allenata dai fratelli Reggiani. Il doppio cognome deriva dal papà, di origini zairese (Anzalapaya), ma adottato all'età di due mesi (Prinetti). Tra le piazzate, se la veneta Anna Simonetto rende euforica la tribuna di Jesolo, il bronzo di Aurora Cuzzocrea premia una famiglia calabrese tutta votata ai lanci (una sorella, Caterina, già finalista oggi nel peso e un fratello maggiore - Domenico - discobolo attualmente militante nella categoria allievi e 8° ai Tricolori di Rieti la scorsa settimana).
80hs F (pentathlon): E' vero che sul "Picchi" è uscita anche una bella lama di sole dopo l'atmosfera gelida della mattinata, ma le specialiste dei musltipli fanno meglio delle ostacoliste come già avvenuto tra i cadetti. Nettamente meglio il 12"12 della 1^ serie da parte della favorita lombarda Giulia Sportoletti, rispetto a quanto segnato nelle batterie della gara singola.

LE FINALI DELLA SECONDA GIORNATA (in aggiornamento)

CADETTI

80m:
300m:
2000m:
100hs:
300hs:
Asta:
Triplo: 1.Benedetta Cuneo (tos) 12.00 (-1.4), 2.Paola Ercoli (lom) 11.54 (+0.5), 3.Maria Teresa Aldini (emr) 11.32 (-1.3)
Disco: 1.Giulio Anesa (lom) 47.37, 2.Marco Primaveri (tos) 42.94, 3.Filippo Vaidanis (ven) 41.96
Giavellotto:

CADETTE

80m:
300m:
2000m:
80hs:
300hs:
Asta:
Lungo:
Triplo:
Peso: 1.Claudia Bertoletti (laz) 13.59, 2.Nadia Maffo (fvg) 12.24, 3.Yohelis Jimenez Luna (ven) 11.81
Martello: 1.Lucia Prinetti Anzalapaya (pie) 51.93, 2.Anna Simonetto (ven) 43.92, 3.Aurora Cuzzocrea (cal) 43.22
Marcia 3000m:

Raul Leoni

Nella foto: La campionessa della marcia azzurra Elisa Rigaudo nelle vesti di tedofora in occasione della cerimonia d'apertura di Jesolo.



La diretta streaming

RISULTATI COMPLETI/results

giovedì 6 ottobre 2011

Il Grand Prix di marcia per l'addio di Brugnetti


Il Grand Prix di marcia per l'addio di Brugnetti


Dieci chilometri per chiudere (in positivo) i conti con l'atletica. Per salutare amici ed avversari. Per strappare l'ultimo applauso "vero". Accadrà sabato 15 ottobre, a Roma, allo Stadio dei Marmi, in occasione della sesta tappa del Grand Prix FIDAL di marcia. Ultima volta, da protagonista, per Ivano Brugnetti, il campione olimpico di Atene 2004 (nei 20km di marcia), nonché campione del Mondo di Siviglia 1999 (in versione cinquantista). Lui, milanese purosangue, ex portacolori della Riccardi (e prima ancora della Geas Coop, forgiato da Antonio La Torre), ha scelto Roma per lasciare l'agonismo; e per l'occasione, sull'anello in asfalto che sovrasta le bianche tribune dello Stadio dei Marmi, si ritroveranno tanti protagonisti del tacco e punta. Campioni celebrati come lui, chi ancora in piena attività, chi passato ad altra occupazione quotidiana: a cominciare dai gemelli Maurizio e Giorgio Damilano, Abdon Pamich, Vittorio Visini, Giovanni Perricelli, Michele Didoni, fino alle stelle di oggi Alex Schwazer, Marco De Luca, Giorgio Rubino ed Elisa Rigaudo, oltre agli ospiti stranieri Jesus Angel Garcia e Robert Korzeniowski, che voleranno a Roma per abbracciare l'amico ed avversario. Una bella occasione per la marcia, costruita dalle Fiamme Gialle (il club di Brugnetti, organizzatore della manifestazione, nel pieno dei suoi 100 anni di vita), unita ad una serie di iniziative interessanti, come il Campus allestito nella sede del Centro sportivo gialloverde, a Castel Porziano, coinvolgendo una sessantina di giovanissimi. O come l'inserimento, nel programma, di prove riservate a tutte le categorie di tesseramento (dai 400m per gli Esordienti ai 3km Master), nel Trofeo dedicato alla memoria di Fulvio Villa. Via alle gare alle 15, sull'anello di 650 metri che circonda lo stadio dei Marmi (nei 10km assoluti si assegna il Trofeo Energest). Questa mattina, alla presentazione, poche parole da parte di un emozionato Brugnetti: "Non c'è molto da dire, se non che è arrivato il momento giusto per fermarsi". Ad applaudire il campione, stamattina a Roma, in Campidoglio, alla presentazione della manifestazione, il delegato allo sport del Comune di Roma, Alessandro Cochi, il comandante del Centro sportivo Fiamme Gialle, generale Domenico Campione, il Segretario generale FIDAL, RenatoMontabone, il membro del Council IAAF, Anna Riccardi. Ma è dal colonnello Enzo Parrinello, presidente del GA Fiamme Gialle, che sono giunte parole destinate, con ogni probabilità, ad accendere il dibattito in seno all'atletica italiana. "Prendiamo atto della cancellazione della Coppa Italia, ma invitiamo il movimento ad andare oltre: considerate le difficoltà economiche che vive il paese, e con esso lo sport, proponiamo di cancellare anche il campionato di società assoluto, e uno dei due campionati di corsa campestre. Vorremmo che si aprisse un dibattito su questa proposta, che potrebbe certamente non essere la soluzione, ma che riteniamo meriti di essere discussa apertamente".


Nella foto d'archivio, Ivano Brugnetti

Le classifiche del Grand Prix FIDAL

mercoledì 5 ottobre 2011

A Jesolo i cadetti della Kinder+Sport Cup

A Jesolo i cadetti della Kinder+Sport Cup


Sarà lo Stadio Comunale “Armando Picchi” di Jesolo (VE) ad ospitare la trentottesima edizione della rassegna tricolore dei cadetti (nati nel 1996 e 1997), anche quest’anno targata Kinder+Sport. Per la località veneziana si tratta di un ritorno, considerato che nell’ottobre del 1975 ospitò la seconda edizione del Criterium Nazionale riservato alla stessa fascia di età (ma la categoria era allora denominata “ragazzi”): la manifestazione che si è col tempo trasformata nei Campionati Italiani individuali e per Regioni in calendario ai giorni nostri. Doppia valenza, come sempre: sul piano individuale la pista di Jesolo misurerà le aspirazioni dei singoli nelle 34 prove del programma (tra maschili e femminili), mentre le 21 rappresentative regionali saranno in lizza collettivamente per la Kinder+Sport Cup. In totale saranno circa 950 gli atleti in gara nei due settori. E, in alcuni casi, le scelte tattiche degli schieramenti hanno avuto la meglio sulle possibilità personali dei ragazzi.

La storia impone di considerare Lombardia e Veneto come naturali pretendenti al titolo di squadra. Nelle previsioni della vigilia, peraltro, tutte le formazioni sono convinte di lottare per qualcosa d’importante: prime fra tutte Lazio e Piemonte, ambiziose al punto di sognare la testa della classifica sorprendendo la coppia di tradizionali leader del movimento. Fermo restando che i Campionati Cadetti da sempre sono una manifestazione aperta alle sorprese del momento ed alle rivelazioni anche improvvise, non mancano i protagonisti attesi sulle basi delle risultanze stagionali maturate finora. In particolare nel mezzofondo femminile, con la presenza delle neo-primastiste italiane dei 1000 e 2000 metri: rispettivamente EleonoraVandi (2’49”4, ma nuove MPN anche sui 500, 1’14”72, e sui 600 metri, 1’32”27), figlia d’arte pesarese già dominatrice del chilometro nella passata edizione di Cles, e la lombarda Nicole Reina (6’12”46), classe ’97 e al debutto tricolore dopo aver stravolto le liste della categoria ragazze. Ma quest’anno il “crono” più impressionante per la portacolori della Polisportiva Novate è arrivato forse dai 3000 metri, con il 9’46”28 segnato ad agosto nel meeting di Chiasso. Gli altri miglioramenti dei limiti di categoria nella corrente stagione sono arrivati dal pentathlon maschile, con il milanese Simone Fassina (3.850 punti), e dalla marcia femminile, grazie ai ripetuti progressi della 14enne pugliese Noemi Stella, ultimo gioiello sfornato dall’Atletica Don Milani di Tommaso Gentile (13’51”0 sui 3000 metri e 24’07”3 sui 5000, meglio dell’olimpionica giovanile Anna Clemente). Sarà invece assente a Jesolo il foggiano di stanza negli States, Luigi Robert Colella, erede di una consolidata tradizione familiare nella specialità che l’ha portato a valicare in luglio la rispettabile quota di 4.56. Tra gli altri cadetti che si sono messi in luce in estate, anche il velocista spoletino Filippo Pecchioli, campione studentesco dei 100 metri a Roma e qui al via da favorito (9”06) degli 80 metri canonici per la categoria: oltre ad aver stabilito con 16”65 la nuova MPN dei 150 metri, distanza spuria abbastanza praticata in questa fascia di età (il precedente era un 16”70 di Giovanni Cellario, age-record europeo nella fascia “under 15”). Molto interessante il settore dello sprint femminile, con ragazze decise a confermarsi sugli 80 metri sotto i 10” (Chiara Rollini, 9”95) e sui 300 sotto il muro dei 40” (Denise Rega, 39”92: ma anche 9”99 sugli 80 e 18”58 sui 150m). Nei 300hs ha corso in 44”82 la friulana Miriam Martini, ragazza al primo anno cadette (la compagna di squadra Elisa Rovere, 44”90 nella stessa gara di Gorizia, sarà invece scherata sulla distanza piana), mentre nel giavellotto maschile si è lanciato grazie al mantovano Alessandro Battesini a 61.20, misure che non venivano toccate da quasi un decennio. Proverà a conquistare il suo secondo titolo consecutivo sui 2000 metri il trentino adottato in Etiopia Yemaneberhan Crippa, mentre la palma di atleta più eclettica spetta probabilmente alla piemontese Daisy Osakue: in primavera ha vinto il titolo nazionale studentesco del peso a Roma, ma a Jesolo è la favorita sulla distanza degli 80hs.

Nella foto, la rappresentativa della Lombardia, vincitrice della Kinder+Sport Cup 2010


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CADETTI/E | Le liste italiane all-time

domenica 2 ottobre 2011

Rieti, volano Desalu e i figli d'arte

Rieti, volano Desalu e i figli d'arte


Tanta sostanza nella chiusura della rassegna tricolore al Guidobaldi: un merito per la categoria, che aveva dato vita ad una stagione memorabile negli appuntamenti internazionali. Numerose le prestazioni che rubano la scena in un crescendo pirotecnico, tanto che bisogna obbligatoriamente procedere in sommario. Innanzitutto il 21"51 di Eseosa "Fausto" Desalu, con il nigeriano di Casalmaggiore che scala le classifiche di sempre anche se in attesa di una cittadinanza che dovrebbe arrivare nella prossima primavera (si spera in tempo per i Mondiali juniores di Barcellona). Poi la spallata di Stefano Contini, che piazza col suo giavellotto un 69.73 secondo nelle liste di categoria solo al record di Leonardo Gottardo. Quindi il capitolo, sempre ricco, dei figli d'arte: sempre più agguerriti e sempre più decisi a conquistare gloria personale, in proprio e non per delega parentale. Fatto sta che la veronese Silvia Zerbini (figlia dell'ex lanciatore azzurro Luciano) scende a 13"80 nei 100'hs, progresso quasi miracoloso per una ragazza che ha affrontato le barriere per la prima volta nello scorso febbraio. Sale a 2.10 nell'alto il sardo Eugenio Meloni, figlio di due saltatori validi soprattutto nelle carriere giovanili. Quindi il 13"71 di Lorenzo Perini, ancora in palla pur lontano dalla condizione che gli permise di togliere il record allievi dei 110hs ad Andrew Howe. Primo successo per Federica Del Buono, brillante negli 800: papà Gianni è stato anche primatista italiano nel mezzofondo e la mamma, Rossella Gramola, era azzurra nelle medie distanze. Sfata la maledizione tricolore anche Alessandro Sinno nell'asta: anche se papà Francesco era stato nazionale giovanile di giavellotto. Ed ancora Chiara Andrei: volontariamente in incognito sulla pedana reatina per fare il personale e piazzarsi al secondo posto nel martello (qui dominio della piacentina Giulia Rossetti), nonostante sia figlia dell'ex olimpionico e primatista mondiale del peso Alessandro e dell'altra azzurra Agnese Maffeis. Alla fine c'è gloria anche per il finalista mondiale Martin Pilato (57.38 nel disco) e per i due medagliati di Lille, Stefano Braga e Anastassia Angioi: il ragazzo di Castel San Giovanni si conferma nel lungo (bel duello con Riccardo Pagan), mentre la sassarese preferisce una variazione sul tema dominando i 100 metri.

LA CRONACA DELLA SECONDA GIORNATA

Marcia 5000m F (finale): Il copione sembra la fotocopia di un anno fa, Anna Clemente prende la testa e non la molla più fino al traguardo. Per l'olimpionica di Singapore 2010 è l'ultima gara tricolore nella categoria dopo due stagioni segnate da prestazioni straordinarie e dal prossimo anno si cresce, entrando tra le juniores. Questi i passaggi per la pupilla di Tommaso Gentile: 4'32"9, 9'15"2, 14'00"0 e 18'46"7. Ma ovviamente c'è interesse anche per la lotta che si svolge alle spalle della campionessa di Laterza: e sono tre le ragazze al primo anno di categoria a ricacciare indietro l'altra azzurra di Lille, Alessia Costantino. Il monopolio giovanile della Don Milani viene spezzato da Nicole Colombi (personale di 20" con 24'13"16), bergamasca di Scanzorosciate: quindi esponente di un altro centro storico della specialità, allenata da Renato Cortinovis.
800m M (finale): Ehilà, doppietta bellunese! Magari non è una cosa tanto sorprendente, visto che Emilio Perco (in realtà feltrino) era il capofila stagionale ed Enrico Riccobon la rivelazione della rassegna cadetti di un anno fa a Cles: tuttavia si tratta di una contingenza da mettere in rilievo. Bravo il finalista dei 1500 a Lille, Perco, che impone senza esitazioni un buon ritmo al gruppo e costringe al ritiro il marocchino di Modena Akil Ayoub subito dopo il suono della campana. Ma la grinta di Riccobon avevamo imparato ad apprezzarla nell'ultima finale dei 1000 cadetti in Trentino.

800m F (finale): Il nome dice molto: Federica Del Buono è figlia di Gianni - azzurro e primatista italiano del mezzofondo - e di Rossella Gramola, a sua volta nazionale sulle medie distanze. Ma la ragazza vicentina ha preferito a lungo la pratica della danza moderna (hip hop): più che il papà, e stata poi la mamma a convincerla che l'atletica poteva essere la sua strada. Qui il duello annunciato era con la compagna di club Silvia Pento, che ha lanciato la gara ma poi ha concluso molto affaticata, preceduto anche da Angelica Parodi proprio sul filo.

Disco M (finale): Il primatista italiano Martin Pilato si mantiene stabilmente sugli elevati livelli della sua splendida stagione. E non c'è spazio per le sorprese. O almeno se ne può parlare solo dal secondo posto in giù: visto che l'argento va al gigante di Sacile Marco Brugnera (202 centimetri per 105kg), con il nuovo personale a 54.01 riscritto di circa mezzo metro. Se Pilato ha già acquisito una sicurezza invidiabile, il suo rivale di oggi confessa di avere qualcosa da rifinire sul piano tecnico: ma la scuola dell'ex discobolo e pesista Paolo Fadelli all'Atletica Brugnera Friulintagli servirà anche a questo. Il campione cadetti in carica e azzurro ai Mondiali Andrea Caiaffa al quarto lancio cede la terza piazza a Federico Pich.

400hs M (finale): Dramma al "Gudobaldi", ma è sport anche questo. Mattia Contini vola sulle barriere fino all'uscita sul rettilineo e sembra lanciato non solo verso la conquista del tricolore ma anche verso una prestazione memorabile, inferiore al suo recente personale da 52"88. Invece il livornese perde una scarpa e poi incoccia sul nono ostacolo: prova a riprendere con la forza della disperazione, ma non ce la fa e chiude al 4° posto sul traguardo. Poi verrà addirittura squalificato per abbattimento volontario: ma è solo l'ennesima beffa di una giornata terribile per le sue aspirazioni: per la cronaca il provvedimento poi rientra per un reclamo accolto. Così il titolo va a Luca Cacopardo, comunque campione cadetti e primatista italiano dei 300hs a Cles 2010. Si migliora un altro dei protagonisti di quella finale di un anno fa, il "fratello d'arte" Nicola Lorenzi (minore di Marco, campione europeo juniores a Tallinn con la staffetta azzurra). E new entry a sorpresa, per completare un podio tutto di ragazzi al primo anno, il 3° posto del romano Sanna.

400hs F (finale): Manca all'appello per infortunio "Raffaella" Lukudo e così la logica dice Giulia Crivello: pronostico rispettato dalla piemontese, che replica il titolo dell'anno scorso tra le cadette. Ma c'è curiosità per i miglioramenti delle piazzate: prima tra tutte Lisa Prast, ennesima figlia d'arte della nostra atletica (abbiamo ricordato ieri i precedenti di papà Georg).

400m M (finale): Il podio parla tutto lombardo, ma la maglia di campione va sulle spalle di Davide Carpani, prodotto della prolifica scuderia di Paolo Brambilla all'Estrada. Era già stato campione italiano studentesco in maggio a Roma, si vede che il Lazio gli porta fortuna. Scuro in volto Davide Kalegarich, che non ha trasformato in realtà il sogno espresso dopo le batterie di ieri.

400m F (finale): In assenza di Lukudo e Vitale, le pretendenti al podio erano state individuate alla vigilia: e così è stato, salvo verificare sul campo le posizioni realmente occupate in classifica. E' Lucia Pasquale ad avere più fame di vittoria e forse per questo parte come un siluro dai blocchi: forse un avvio troppo veloce, che poi apre la strada alla rimonta di Francesca Scapin: ed è proprio lei, che coltiva accanto alla pista la passione per il pianoforte, a trovare la nota giusta. E per le ragazze della Vicentina arriva il secondo titolo di oggi dopo quello degli 800.

Lungo F (finale): Ed ecco servito anche il terzo titolo di giornata per l'Atletica Vicentina, per merito di Federica Gaspari. Tuttavia, non ce ne vogliano le brave interpreti della finale, la tensione agonistica di oggi è lontanissima da quella offerta dalla spettacolare gara del triplo di ieri. Dove, tanto per dire, la battuta è stata proprio una ragazza in maglia grigio-arancio, Ottavia Cestonaro, che con ogni probabilità oggi avrebbe dominato il campo nel lungo (è stata o no splendida finalista iridata a Lille?).

200m M (finale): Spettacolo Desalu, il nigeriano dell'Interflumina, che divora la pista come i campioni leggendari che l'hanno preceduto sulla celebrata pista reatina. Difficile azzardare confronti o affinità: resta l'immagine di una grande eleganza di corsa, azione al tempo stesso fluida ed efficace. Non sta nella pelle Carlo Stassano, anima dell'atletica di Casalmaggiore, che stravede per questo ragazzo (già campione allievi dei 60hs indoor, tanto per gradire) e annuncia che diventerà sicuramente italiano nella prossima primavera. Maglia azzurra ipotecata per i prossimi Mondiali juniores di Barcellona. Per la cronaca Eseosa, "Fausto" in italiano e quindi per gli amici, abbatte il personale portandolo da 21"69 a 21"51, nettamente nel top-10 di sempre: e - tanto per dire - mette nel mirino Pier Francesco Pavoni, sesto nella graduatoria per età a 21"45.

200m F (finale): il vento fa le bizze, rispetto alla finale maschile, e i tempi si appesantiscono un po'. Ma quello che conta è la gioia di Johanelis Herrera, veronese di origini dominicane: anche perché l'anno scorso aveva dovuto inchinarsi proprio ad Ilenia Vitale, oggi battuta nettamente, nella finale dei 300 metri cadetti.

Asta M (finale): Diciamo subito che il livello tecnico non è stato eccezionale, ma non mancavano motivi d'interesse. Non foss'altro per lo scarso feeling con la maglia tricolore che Alessandro Sinno (anche lui figlio di un ex azzurro, il giavellottista Francesco) era chiamato a riscattare: stavolta la pressione non fa scherzi e quindi la lotta in famiglia con Luigi Spiller si decide secondo logica a favore del capolista stagionale.

Alto M (finale): Arriva la grande giornata di Eugenio Meloni, che forse la meritava più di ogni altro. La delusione patita a Lille aveva lasciato il segno, poi il podio dell'Eyof sfuggito per un soffio: e il bravo saltatore cagliaritano aveva bisogno di volare alto per ritrovare la necessaria autostima. Oggi ci riesce, lasciato solo dagli avversari a quota 2.04: progressione immacolata fino a 2.10, il nuovo personale di un altro ragazzo che ha ricevuto un'eredità atletica dai genitori, entrambi validi saltatori soprattutto a livello giovanile. Poi gli errori a 2.13, ma intanto l'asticella sale sempre più su. Battuto Tobia Vendrame, che comunque conferma la sua attitudine nelle gare calde: in febbraio era stato la sorpresa assoluta alle indoor di Ancona, vinto il titolo partendo dalle nebbie dell'ignoto. Sul podio il marchigiano di Osimo Manuel Nemo, figlio di un ex calciatore (Pieraldo) con presenze in serie A con la maglia della Juventus.

100hs F (finale): E così sboccia il talento di Silvia Zerbini: per la gioia di papà Luciano, grande lanciatore azzurro del passato. Intanto ci liberiamo del dato tecnico: 13"80, un miglioramento mostruoso, e 5^ prestazione italiana di sempre. Ma c'è di più, inevitabilmente: perché la ragazzina veronese è una quasi neofita, iniziata alle barriere solo pochi mesi fa dall'esperto tecnico della Bentegodi Angelo Tagliapietra (uno che in gioventù aveva fatto grandi cose nel mezzofondo). Un anno fa faceva ancora velocità, a tempo perso e con risultati molto modesti: 13"06 di personale sui 100 metri nella stagione del debutto. Poi ha prevalso la sua grande vivacità, di chi è convinta nei propri mezzi e quindi non sente troppo la pressione qualunque cosa faccia: d'altronde Silvia studia con profitto pianoforte al Conservatorio e ha praticato a lungo l'equitazione, proprio nel salto ad ostacoli. Ma un brutto infortunio, una caduta con il suo cavallo Medusa e il conseguente trauma cranico, l'ha convinta a cambiare strada. Ora è di casa al Campo Scuola intitolato al grande Adolfo Consolini. Grande battuta l'azzurra Maria Paniz, fuori dal podio: mentre ha difeso la piazza d'onore la friulana Giada Carmassi, comunque reduce da una stagione molto brillante.

110hs M (finale): E meno male che Lorenzo Perini lamentava la grande stanchezza, ieri dopo la batteria. Neanche una stagione lunghissima e faticosa ha condizionato la prestazione di oggi, validissima sotto il profilo cronometrico: pur se la condizione, è gioco forza, non è più quella del fantastico primato italiano di Trabzon (13"44). Comunque ne esce un ottimo 13"71 che riporta sempre all'occasione mancata di Lille, quando il giovane lombardo non era riuscita ad agguantare una finale iridata che avrebbe strameritato quanto a gerarchie stagionali della categoria. Un po' come era successo alle tripliste Francesca Lanciano e Ottavia Cestonaro, che con le loro prestazioni tricolori (13.03 e 12.96) si sarebbero giocate addirittura il podio sulla pedana mondiale di Villeneuve d'Ascq. Dietro Perini, scende ancora il romagnolo Faragona, debuttante tra gli allievi dopo i successi nella categoria cadetti.

100m F (finale): Per Anastassia Angioi è una specie di passerella: il modo giusto per chiudere una stagione che ha riservato momenti straordinari per una ragazzina alle prime armi. La sorpresa di giornata è rappresentata dalla romagnola Caterina Bagli, che va sul podio per reclamare un argento tutt'altro che annunciato. E così resta senza medaglia Sandra Cellamare, campionessa di categoria in febbraio ad Ancona sui 60 metri.

Martello F (finale): E allora, oltre alla famiglia Zerbini, fa festa anche la famiglia Andrei: il Gotha dei lanci azzurri del passato relativamente recente accomunati in questa rassegna tricolore. Però non ditelo forte: la brava Chiara Andrei preferisce presentarsi in pedana senza ulteriori pressioni dati da natali illustri. Ed è un senso di responsabilità che le fa onore, vista la giovane età, e corrobora questo secondo posto di oggi con tanto di primato personale strabattuto. Per il resto la vittoria dell'azzurra Giulia Rossetti era ampiamente preventivato: conforta il fatto che la piacentina abbia saputo conservare un'apprezzabile condizione per tutta la stagione (oggi 53.04 con una serie praticamente tutta sopra i 50, ma il personale era di una settimana fa con 54.28).

100m M (finale): Lorenzo Bilotti aveva qualcosa da farsi perdonare, come i suoi compagni di staffetta, per la squalifica di ieri. E così oggi parte convinto e deciso a riscattarsi. Impresa non facile, perché Giacomo Isolano, il ragazzo dello Sri Lanka portato all'atletica da Milvio Fantoni, è un osso duro sul rettilineo: alla fine però, si ribalta l'esito dei 60 metri indoor dello scorso febbraio (al Banca Marche Palas aveva vinto Isolano davanti a Bilotti). L'altro azzurro di Lille, Giovanni Cellario, riesce a salvare il 3° posto dall'assalto di Alberto Munerato.

2000st F (finale): Si corre per il titolo, ma forse anche contro il cronometro: l'aspirazione delle migliori è quella di scendere finalmente sotto i 7', un muro violato finora solo da Valeria Roffino in questa fascia di età. E così si crea inizialmente un quartetto formato da Christine Santi, Isabel Tribus, Sveva Fascetti e Camilla Matese. Dopo un passaggio in 3'35" al chilometro, le prime due prendono decisamente la testa. Nel penultimo passaggio alla riviera è la Tribus a forzare il ritmo e la co-leader modenese, capolista stagionale, scivola indietro dopo la campana. Poi è Sara Carnicelli che rimonta in modo irresistibile negli ultimi 200 metri vincendo il titolo decisamente a sorpresa (quasi 10" di miglioramento per l'atleta di Cerveteri, in forza dell'Audacia Record): per la soddisfazione del tecnico Fabio Grassi, animatore dell'atletica braccianese.

2000st M (finale): L'azione di Italo Quazzola è irresistibile, sempre più convinta alla testa della serie dei migliori. E così l'esito è già scritto. Ma drammatico risulta il susseguirsi degli eventi alle spalle del campione piemontese: prima ci prova Damiano Guerrieri, poi il tunisino di Palermo Ala Zoghlami, ed infine è il macedone di residenza trentina Veton Hasani a piazzare lo spunto decisivo per la piazza d'onore.

Peso F (finale): Ce l'ha messa tutta Isabella Di Benedetto per far vacillare il trono di Monia Cantarella. Anche perché l'azzurra reggina pensava di essere ormai al riparo, grazie al lancio a 13.50 che aveva aperto la sua serie. Dopo aver fatto incetta di maglie tricolori, fin dal primo anno cadette, è forse la prima volta che Monia si trova a veder vacillare il suo trono in campo nazionale. E così la brava atleta abruzzese ha dato un brivido ad una finale che sembrava già scritta con due spallate finale da 13.11 e 13.09. Valorosa, perché avrebbe potuto dire la sua anche sulla pedana del martello.

4x400m F (finale): Tante formazioni al via e ben quattro le serie in programma, segno di vitalità e di voglia di esserci. Nella serie delle migliori è l'Atletica Vicentina a giocare tatticamente d'anticipo, schierando in prima un'ottima specialista come Valentina Reginato. Al secondo cambio incrementa la campionessa degli 800 Federica Del Buono, mentre all'inseguimento c'è un terzetto. Pur sofferente alla coscia, anche Ottavia Cestonaro vuole dare il suo contributo e mantiene il vantaggio per Francesca Scapin (tricolore nella prova individuale): il premio è un bel "crono" nettamente sotto il muro dei 4 minuti. Degna chiusura per le gare del programma femminile.

Giavellotto M (finale): Stefano Contini ha ancora voglia di stupire, lui che di certo non ha avuto una stagione fortunata in campo internazionale. E al 3° lancio arriva una spallata da 69.73, seconda prestazione italiana di sempre: solo Leonardo Gottardo, quando si batteva nella finale mondiale di Marrakech 2005, era riuscito a fare di meglio. In calo di condizione l'altro azzurro di Lille, Joseph Figliolini: così alle spalle del campione varesino si fa spazio il quinto "sessantametrista" della stagione, Marco De Nadai (personale a 61.83 per il trevigiano).
Lungo M (finale): Davvero un bel vedere, con tanti ragazzi sopra i 7 metri come avvenne già lo scorso anno sulla stessa pedana. Ed è spettacolare il duello al vertice tra Stefano Braga, bronzo a Lille, e Riccardo Pagan, sfortunato e infortunato proprio nella finale mondiale (qui riscrive il personale non ventoso). Per il bronzo si fa largo l'italoamericano di Brescia Lamont Jacobs, grande rivelazione stagionale.

4x400m M (finale): Tanti anche qui, ben cinque serie al via. E la Cariri, club campione in carica, ce la mette tutta per trascinare il pubblico con una condotta di gara all'attacco. Però Mirko Romano vuole riscattare l'incerta prova individuale sugli ostacoli e trascina le Fiamme Gialle Simoni alla rimonta nell'ultima frazione: Il rettilineo è davvero al cardiopalma, ma Samuele Chiari ce la fa a resistere e l'arrivo è un tripudio rossoblù.

LE FINALI DELLA SECONDA GIORNATA

ALLIEVI

100m: (+0.4) 1.Lorenzo Bilotti (Atl. Imola Sacmi Avis) 10"86, 2.Giacomo Isolano (Atl. Mondovì) 10"89, 3.Giovanni Cellario (Reggio Event's) 11"04
200m: (+0..1) 1.Eseosa Desalu (NGR/Interflumina E' Più Pomì) 21"51, 2.Pietro Pivotto (Atl. Rodengo Saiano) 22"20, 3.Alessio Fabbri (Atl. Prato) 22"46
400m: 1.Davide Carpani (Atl. Estrada) 49"51, 2.Davide Kalegarich (Atl. Monza) 49"84, 3.Luca Cropelli (Atl. Chiari 1964) 49"90
800m: 1.Emilio Perco (Ana Feltre) 1'53"70, 2.Enrico Riccobon (Athletic Club Belluno) 1'55"46, 3.Luca Ferro (Cento Torri Pavia) 1'56"67
2000st: 1. Italo Quazzola (Atl. Valsesia) 5'59"62, 2.Veton Hasani (MKD/US Cermis) 6'06"53, 3.Michael Monella (Atl. Vallecamonica) 6'07"71
110hs: (+1.3) 1.Lorenzo Perini (Osa Saronno Lib.) 13"71, 2.Alessandro Faragona (Riccione '62) 14"12, 3.Davide De Marchi (Atl. Bergamo 1959 Creberg) 14"37
400hs:1.Luca Cacopardo (Atl. Estrada) 54"59, 2.Nicola Lorenzi (Valsugana Trentino) 54"81, 3.Frederick Sanna (Running Club Futura) 55"02
Alto: 1.Eugenio Meloni (Cus Cagliari) 2.10, 2.Tobia Vendrame (Jager Atl. Vittorio Veneto) 2.02, 3.Manuel Nemo (Atl. Osimo) 2.00
Asta: 1.Alessandro Sinno (FF.GG. Simoni) 4.60, 2.Luigi Spiller (FF.GG. Simoni) 4.40, 3.Luca Peggion (Atl. Chiari 1964) 4.30
Lungo: 1.Stefano Braga (Atl. Piacenza) 7.35 (+2.1, 7.30/+0.8), 2.Riccardo Pagan (Atl. San Marco) 7.26 (+0..7), 3.Lamont Jacobs (Atl. Brescia 1950 Ispa Group) 7.10 (+1.0)
Disco: 1. Martin Pilato (Atl. Ravenna) 57.38, 2.Marco Brugnera (Atl. Brugnera Friulintagli) 54.01, 3.Federico Pich (GS Chivassesi) 51.51
Giavellotto: 1.Stefano Contini (Atl. Cairatese) 69.73, 2.Marco De Nadai (Atl. San Giacomo Banca Marca) 61.83, 3.Lorenzo Vesentini (Lib. Valpolicella Lupatotina) 59.14
4x400m: 1.Stud. Cariri (Nobili, Crerscenzi Lanna, Proietti, Chiari) 3'23"94, 2.FF.GG. Simoni 3'24"30, 3.Atl. Estrada 3'24"80

ALLIEVE

100m: (+0.5) 1.Anastassia Angioi (Cus Sassari) 12"14, 2.Caterina Bagli (Atl. Santa Monica) 12"38, 3.Roberta Del Gatto (Sport Atl. Fermo) 12"40
200m: (-1.0) 1.Johanelis Herrera (Bentegodi) 24"90, 2.Ilenia Vitale (Libertas Friul Palmanova) 25"38, 3.Irene Morelli (Osa Saronno Libertas) 25"57
400m: 1.Francesca Scapin (Atl. Vicentina) 56"97, 2.Lucia Pasquale (Olimpia Club) 57"33, 3.Sabrina Maggioni (Atl. Bergamo 1959 Creberg) 58"02
800m: 1.Federica Del Buono (Atl. Vicentina) 2'15"31, 2.Angelica Parodi (Atl. Mogliano) 2'16"69, 3.Silvia Pento (Atl. Vicentina) 2'16"87
2000st: 1.Sara Carnicelli (Audacia Record) 7'11"93, 2.Christine Santi (Mollificio Modenese Cittadella) 7'13"01, 3.Isabel Tribus (SV Lana Raika) 7'14"17
100hs: ( +0.3) 1.Silvia Zerbini (Bentegodi) 13"80, 2.Giada Carmassi (Atl. Alto Friuli) 14"27, 3.Silvia Taini (Lib. Atl. Villanuova '70) 14"41
400hs: 1.Giulia Crivello (Novatletica Chieri) 63"78, 2.Lisa Prast (Leonardo Da Vinci) 63"88, 3.Viviana Bezzornia (PBM Bovisio Masciago) 64"61
Lungo: 1.Federica Gaspari (Atl. Vicentina) 5.56 (+1.1), 2.Claudia Salerno (Atl. Alba Mondo) 5.46 (-0.3), 3.Antonella Messina (Pro Sesto Atl.) 5.45 (-0.9)
Peso: 1.Monia Cantarella (Naf Aranca) 13.50, 2.Isabella Di Benedetto (Atl. Gran Sasso) 13.11, 3.Carmela Guaglione (Enterprise Sport & Service) 11.48
Martello: 1.Giulia Rossetti (Atl. Piacenza) 53.04, 2.Chiara Andrei (Atl. Firenze Marathon) 47.31, 3.Giulia Vitagliano (Stud. Cariri) 45.32
Marcia 5000m: 1.Anna Clemente (Atl. Don Milani) 23'31"14, 2.Nicole Colombi (US Scanzorosciate) 24'13"16, 3.Erika Scolozzi (Atl. Don Milani) 25'00"54
4x400m: 1.Atl. Vicentina (Reginato, Del Buono, Cestonaro, Scapin) 3'58"06, 2.Atl. Bergamo 1959 Creberg 4'06"46, 3.Osa Saronno Libertas 4'07"75

Nella foto, il nigeriano "Fausto" Desalu di Casalmaggiore ha dominato la finale dei 200 metri correndo in 21"51
RISULTATI/Results

Le foto/Photos


Rieti, triplo stellare e sorpresa-Malavisi


Una giornata solare e trasparente saluta l'avvio della 46^ edizione dei Campionati Italiani allievi al "Guidobaldi" di Rieti. Dopo una mattinata dedicata per lo più alle batterie, visto che il nuovo programma concentra molte delle finali nella seconda giornata, si assegnano i primi titoli. Esito inatteso sulla pedana dell'asta: la romana Sonia Malavisi, salita a 3.80, supera "in trasferta" la favorita reatina Roberta Bruni, primatista italiana con 4.20 e oro nell'Eyof in Turchia. Ma la gara più spettacolare è quella del triplo, vinta dalla salentina Francesca Lanciano con 13.03 (ad un solo centimetro dal limite allieve di Giovanna Bacco, 13.04 nel '97), dopo che Ottavia Cestonaro aveva ipotecato il successo con un balzo a 12.96 (personale e, alla resa dei conti, terza prestazione di sempre). Nel disco vince con il personale di 43.77 la campana Maria Antonietta Basile, alla terza maglia tricolore della carriera dopo le due conquistate tra le cadette. Buon 72.28 nel martello per il pluriprimatista nazionale e finalista iridato Marco Bortolato, mentre in una finale del triplo dagli eccellenti contenuti complessivi, il milanese Edoardo Accetta si migliora di mezzo metro con il suo 14.99 vincente. I gemelli livornesi Dini (che domani festeggiano il 17° compleanno) dominano in solitario le gare del mezzofondo, Lorenzo sui 1500 (3:55.15) e Samuele sui 3000 (8:35.54). Nelle batterie dei 100hs brilla (14.35) la veronese Silvia Zerbini, esordiente quest'anno sulle barriere e figlia di Luciano, già azzurro del disco per molte stagioni. Per l'argento iridato del lungo Anastassia Angioi uno splendido assolo nel primo turno dei 100 metri (12.16).

LA CRONACA DELLA PRIMA GIORNATA

400hs M (batterie): Subito in palla due dei protagonisti della finale cadetti dello scorso anno, con il trentino Matteo Mazzola miglior tempo del turno (55.53) ed il primatista italiano dei 300hs cadetti Luca Cacopardo in gran spolvero (55.59). Il livornese Mattia Contini, semifinalista mondiale a Lille e annunciato in progresso (52.88 la scorsa settimana, tranquillo 55.55 nella batteria di oggi) dovrà cominciare a guardarsi dalla concorrenza. Due pretendenti dichiarati alla finale di domani, il lombardo Nugara e Mirko Romano, restano fuori dall'elenco dei promossi.

400hs F (batterie): Manca Raphaela Lukudo e il forfeit dell'azzurra dispiace non poco: ma in realtà aumenta l'attesa per una finale nella quale "Raffa" sarebbe stata la chiara favorita. Invece ci sarà spazio per tutte le outsider della vigilia: con Giulia Crivello, campionessa uscente dei 300hs cadette, in possesso del miglior accredito di partenza. In batteria, però, in testa a tutte si piazza la tedesca-varesina Sarah Lonmon (65.12): buona impressione anche dalla figlia d'arte bolzanina Lisa Prast, seguita anche da papà Georg, già azzurro e primatista italiano di categoria su 110hs e 400hs.

400m M (batterie): Blocchi di partenza affollati e ben 5 batterie nel programma della mattinata, ancora orfane del capolista stagionale Luigi Siciliano. Il più veloce del turno è il bergamasco Davide Carpani (50.09), tricolore studentesco a Roma nelle finali di maggio: ma al centro dello schieramento domani ci sarò il monzese Davide Kalegarich, capolista stagionale e orgogliosamente noto nell'ambiente come il "terrone sloveno" (sangue pugliese per parte di madre e slavo per le origini del nonno paterno).

400m F (batterie): Le migliori segnano il territorio fin dalle batterie: la bergamasca (compagna d'allenamento di Marta Milani) Sabrina Maggioni a 58.02, la vicentina di Schio Francesca Scapin a 58.08 e la più estrosa di tutte, Lucia Pasquale, presentatasi con i capelli tinti di rosso per chiudere in 58.14. Anche perché l'allieva di Tonino Ferro vuole riscattarsi al debutto tra le allieve dopo aver dovuto rinunciare a competere per il titolo cadette dei 300m l'anno scorso a Cles, a causa di un infortunio.

200m M (batterie): Un uomo solo al comando, verrebbe da dire. Difficile che domani il titolo possa sfuggire ad un Eseosa Desalu in condizioni smaglianti: un abisso tra lui e gli altri in batteria, corsa in 22.01 (+0.3). Tra gli inseguitori si fa spazio con 22.33 (0.0) il portacolori dell'Atletica Rodengo Saiano Pietro Pivotto, valido protagonista un anno fa sui 300 metri ai tricolori cadetti di Cles.

200m F (batterie): Qui il pronostico è tutt'altro che scontato e quindi è giusto che le possibili pretendenti al titolo corrano un po' coperte al primo turno. Molto tranquilla Ilenia Vitale, quest'anno la migliore sul giro di pista, che vince la sua batteria in 25.81 (-0.7), mentre la dominicana di Verona Johanelis Herrera è la capofila provvisoria con 25.24 (-1.0).

Disco F (finale): Il primo titolo dell'edizione 2011 va a Maria Antonietta Basile, già azzurra ai Mondiali di Lille. In Francia la campana allenata da Angelo Zagaria aveva un po' pagato lo scotto nell'inesperienza a livello internazionale, ma quando si tratta di tricolore non sbaglia un colpo: terzo oro consecutivo, dopo i due già messi in bacheca nella categoria cadette (Desenzano e Cles): con l'ulteriore soddisfazione del primato personale, per quanto riscritto solo di qualche centimetro (43.77 contro 43.69). Per il resto solo Elisa Galzignato va sopra la fettuccia dei 40 metri, ma si conferma sul podio la teatina di Bucchianico Marika Santoferrara (ancora terza, come un anno fa tra le cadette).

Triplo M (finale): La pedana cara ad Andrew Howe ispira i giovani saltatori oltre le aspettative: tanti i nuovi personali e tutti i finalisti vanno oltre i 14 metri. Certo manca l'acuto, quel balzo al di là dei 15 metri che avrebbe nobilitato ancor più una competizione di livello complessivo molto valido. Il favorito Gabriele Parisi chiude solo al 5° posto e la sua delusione è palpabile mentre va sportivamente a complimentarsi con Edoardo Accetta, tricolore a sorpresa grazie ad un miglioramento di quasi mezzo metro (merito al tecnico Laura Monzani, che fin dal primo giorno aveva promesso al ragazzo milanese di trasformarlo in un triplista di buon livello). In progresso anche Flavio Ferella, seguito a Frascati da Pierpaolo Montalto: 14.88 per il marinese di Santa Maria delle Mole, a conferma del titolo indoor conquistato a febbraio sulla pedana di Ancona. Allora con i capelli decorati col tricolore, oggi criniera bianca: più per allentare la tensione che con intenti scaramantici.

100hs F (batterie): Attenzione a Silvia Zerbini. Le ultime uscite stagionali avevano annunciato la veronese in notevole condizione ed infatti è suo il miglior tempo del turno eliminatorio (14.35 con vento -0.1). Una crescita straordinaria per una ragazza che ha l'atletica nel sangue per via del papà (l'azzurro del disco Luciano Zerbini), ma ha cominciato a fare ostacoli solo quest'inverno, arrivando subito 5^ sui 60hs ai Tricolori indoor di Ancona. In precedenza lo sport di Silvia era l'equitazione, ma una brutta caduta (sugli ostacoli ...) con il suo fido cavallo Medusa l'aveva convinta a cambiare strada. Ora ha messo sulla difensiva le possibili favorite della vigilia, come Maria Paniz e Giada Carmassi.

Martello M (finale): Il pluriprimatista italiano Marco Bortolato si dichiara un po' scarico, dopo le tante gare sostenute quest'anno: e si rammarica del fatto che non ci siano occasioni per lanciare il martello da 7.25kg visto che in allenamento ha ottenuto più di 58 metri con l'attrezzo dei "grandi". Ma l'allievo di Mario Vecchiato è in ogni caso inattaccabile e mette subito al sicuro il titolo con il suo lancio iniziale a 72.28 (poi un 71.17 al 5° turno). Perfettamente rispettate le gerarchie stagionali, con l'altro azzurro di Lille Francesco Neri e il lombardo Diego Antoj sul podio: tre nulli per il portacolori delle Fiamme Gialle Simoni Giuseppe Trancuccio, che sembrava destinato ai piani alti della classifica mentre l'abruzzese Nicola Massi festeggia il primo lancio della carriera oltre i 60 metri.

110hs M (batterie): Anche al campione in carica e primatista allievi Lorenzo Perini le scorie della stagione stanno presentando il conto: ma la superiorità dell'atleta del'Osa Saronno è tale che può tranquillamente controllare la batteria segnando lo stesso il top del turno con 14.45 (-1.5). Ora si tratta di ricaricare le batterie in vista della finale di domani.

100m M (batterie): La scorrevolezza del rettilineo reatino aiuta non poco, anche se il vento resta un po' ballerino. I protagonisti attesi vanno sotto gli 11" denotando una condizione ancora brillante: Giacomo Isolano (10.87, vento +0.9) e Lorenzo Bilotti (10.86, vento +1.1) viaggiano comodamente in carrozza. In crescita il romano Gianluca Martino, in maglia Cariri, e molto in palla anche l'oristanese Davide Melis, mentre Giovanni Cellario gioca un po' a nascondino e rischia di farsi precedere dall'altro pupillo di casa Jonathan Capuano. Domani si riparte tutti alla pari.

100m F (batterie): Abbandonata la pedana del lungo dopo l'argento ai Mondiali di Lille, Anastassia Angioi torna a cimentarsi nello sprint come l'anno passato a Cles, dove conquistò il titolo cadette degli 80 metri. E la sassarese ha davvero un altro passo, 12.16 (+0.2) con un'azione splendidamente fluida sotto gli occhi del papà Antonio, che la segue da tecnico sulla tribuna del Guidobaldi. Non si vede chi possa insidiarla nella finale di domani, dalla quale resta fuori una possibile outsider come Martina Piergallini, campionessa nazionale studentesca a maggio.

1500m M (finale): In realtà due gare in una, con Lorenzo Dini all'attacco dal primo metro e Federico Gasparri incollato ai suoi garretti (passaggi da 1:02.2, 2:05.8 e 2:37.1 ai 1000m), mentre tutto il gruppo - molto più indietro - pensava solo a giocarsi il 3° posto. Fatto sta che il livornese, a questi livelli quasi un fuoriclasse, riesce a festeggiare con un giorno di anticipo il suo 17° compleanno nonostante i muscoli affaticati dalla stagione durissima: mentre c'è soddisfazione anche per il valido collega abruzzese, approdato al personale per la gioia del suo tecnico Carlo Piersante (già buon mezzofondista negli anni di attività agonistica).

1500m F (finale): Isabella Papa, forte del titolo su strada conquistato a Lucca, non ha alcuna intenzione di farsi sfuggire questo successo in pista. E così la romana forza il ritmo fin dal primo giro e scava un gap importante con il gruppo delle inseguitrici, dove cerca di farsi luce nella parte iniziale Debora Varrone (poi riassorbita dalle rivali).

Alto F (finale): Desirée Rossit, la grande delusa dei Mondiali di Lille, torna flirtare con quota 1.80. Purtroppo non c'è più lo stato di grazia che ha permesso all'allieva di Luca Toso di salire in inverno al suo personale di 1.86 indoor: ma il titolo di categoria è suo con 1.76 alla terza prova. L'altra azzurra reduce dalla rassegna iridata, Anna Pau, non riesce a respingere per un errore di troppo l'assalto di Alessia Palmaccio al secondo posto.

Asta F (finale): La sorpresa delle sorprese si consuma sulla pedana dell'asta: un esito davvero inatteso, che lascia la reatina Roberta Bruni scurissima in volto e la romana Sonia Malavisi incredula e raggiante. La nuova campionessa confessa di non sapere come sia riuscita a battere la favoritissima atleta di casa, anche perché fino ad un paio di giorni fa soffriva ancora per un problema alla caviglia, ricordo di un altro successo da incorniciare come quello raccolto con la sua Audacia Record nella Coppa dei Campioni juniores a Castellon due settimane fa. A quota 3.70 in testa c'è ancora la campionessa dell'Eyof di Trabzon, poi la svolta: a 3.80 Sonia Malavisi riesce ad andare oltre alla seconda prova, mentre Roberta Bruni passa oltre e poi fallisce il successivo assalto a 3.90. Per Sonia, romana della zona Marconi, convertitasi solo un anno fa all'atletica dopo una lunga militanza nella ginnastica artistica, una soddisfazione insperata: con il nuovo personale, un progresso costruito sotto la guida di Enzo Brichese all'Infernetto. Per la campionessa spodestata un'esperienza di cui far tesoro: con l'augurio di avere due azzurre nell'alta classifica degli Europei juniores in programma tra due anni proprio al Guidobaldi.

3000m M (finale): Come il gemello Lorenzo, anche Samuele Dini sceglie una tattica d'urto: inutile fare l'attendista quando la superiorità sui rivali è acclarata dalle risultanze stagionali. Il gruppo in caccia viene guidato a lungo da Lukas Manyika Maguhe, tanzaniano di stanza in Lombardia, ma alla fine sono due ragazzi del '95 - Donè e Ninivaggi - a guadagnarsi le piazze d'onore.

Triplo F (finale): Gara splendida, forse la più bella della prima giornata sotto il profilo agonistico. Non poteva essere altrimenti, con in pedana due finaliste dei Mondiali di Lille (Ottavia Cestonaro nel lungo e Francesca Lanciano proprio nel triplo). Ma la vicentina rischia più del dovuto, con due nulli nei primi turni di qualificazione e poi un terzo tentativo piazzato in extremis a 11.58: modesto, ma quanto basta per guadagnarsi altri tre salti. Meglio così, perché il duello che prende vita nei turni di finale resta nella storia della categoria: Lanciano in "pole" con il suo 12.60, poi 12.74 Cestonaro, cui risponde l'atleta salentina con 12.87; situazione ribaltata da Ottavia, 12.96, ed infine Francesca, 13.03 che scrive nel marmo l'esito di questa finale. In tribuna esplodono sia il tecnico Raimondo Orsini, sia il boyfriend Daniele Greco, già campione europeo under 23. Che dire? L'unico rammarico è che il primato di Giovanna Bacco, la gazzella padovana troppo presto uscita dai giochi, rimanga al suo posto per un solo centimetro (13.04 nel '97). Per la nuova campionessa c'è ancora uno scampolo di stagione per provare a scalzarlo dall'albo d'oro, mentre Ottavia Cestonaro avrà a disposizione anche tutto il prossimo anno. Guarda il salto di Francesca Lanciano (con analisi del Centro Studi FIDAL) qui.

3000m F (finale): la cavalcata solitaria di Elisa Copponi va in scena mentre tutta l'attenzione dello stadio è magnetizzata dalla splendida finale del triplo. Ovviamente questo non sminuisce il vittorioso sforzo della marchigiana, che prende il largo con grande determinazione.

Peso M (Finale): la suspense dura solo fino al secondo turno, quando Lorenzo Del Gatto chiude i giochi con un lancio a 18.09 (poi incrementato al 4° con 18.11 e corredato con altre due spallate a 18.04).

Marcia 5000m M (finale): Per l'Atletica Don Milani di Tommaso Gentile si materializza l'ennesimo titolo della marcia giovanile: stavolta per merito di un quasi neofita come Vito Minei, rivelatosi solo in questa stagione e arrivato subito ai vertici nazionali. E anche alla maglia azzurra, in compagnia del collega d'allenamento Michele Palmisano (oggi terzo il fratellino della più esperta Antonella): il ricordo dei Mondiali di Lille, tuttavia, bruciava ancora e c'era necessità di un riscatto. Puntualmente arrivato nella gara tricolore. Un esito che lascia ancora deluso Francesco Fortunato, che completa come esponente di scuola barese il podio tutto pugliese, ma deve lasciar via libera al neo-campione tarantino per una crisi improvvisa nel momento decisivo della gara.

Giavellotto F (finale): Premiato il netto miglioramento personale della novità barese Maria Luna Frisini (42.33 dal 39.40 di partenza).

I RISULTATI DELLE FINALI (prima giornata in aggiornamento)

ALLIEVI
1500m (finale): 1.Lorenzo Dini (Atletica Livorno) 3'55"15, 2.Federico Gasbarri (Falco Azzurro Carichieti) 3'57"37, 3.Simone Infante (CA San Nicandro) 4'07"73
3000m (finale): 1.Samuele Dini (Atl. Livorno) 8'35"54, 2.Riccardo Donè (Atl. Jesolo Turismo) 8'44"47, 3.Michele Ninivaggi (US Giovani Atleti Bari) 8'46"55
Triplo (finale): 1.Edoardo Accetta (Fanfulla Lodigiana) 14.99 (+0.3), 2.Flavio Ferella (Running Club Futura) 14.88 (+1.0), 3.Daniele Ragazzi (Francesco Francia) 14.64 (+0.4)
Peso (finale): 1.Lorenzo Del Gatto (Tecno Adriatletica Marche) 18.11, 2.Elia Cavalancia (US Aterno Pescara) 16.96, 3.Davide Caliandro (Atl. San Nicandro) 16.42
Martello (finale): 1.Marco Bortolato (Udinese Malignani) 72.28, 2.Francesco Neri (Atletica Livorno) 66.18, 3.Diego Antoj (US Sangiorgese) 61.74
Marcia 5000m: 1.Vito Minei (Atl. Don Milani) 21'06"53, 2.Francesco Fortunato (Aden Exprivia Molfetta) 21'33"42, 3.Michele Palmisano (Atl. Don Milani) 21'56"93
4x100m (finale):

ALLIEVE

1500m (finale): 1.Isabella Papa (Cus Tirreno) 4'41"90, 2.Giulia Aprile (Atl. Firenze Marathon) 4'46"69, 3.Elisa Bortoli (Atl. Dolomiti Belluno) 4'46"93
3000m (finale): 1.Elisa Copponi (Atl. Maxicar Civitanova) 10'15"61, 2.Carolina Michielin (Montello Runners Club) 10'32"55, 3.Elisabetta Giacomelli (Cus Trieste) 10'33"39
Alto (finale): 1.Desirée Rossit (Udinese Malignani) 1.76, 2.Alessia Palmaccio (Asi Intesatletica) 1.70, 3.Anna Pau (Atl. Prato) 1.70
Asta (finale): 1.Sonia Malavisi (Audacia Record) 3.80, 2.Roberta Bruni (Stud, Cariri) 3.70, 3.Lucia Zotti (Atl. Brugnera Friulintagli) 3.40
Triplo (finale): 1.Francesca Lanciano (Kinesis Palaia Salento) 13.03 (+0.4), 2.Ottavia Cestonaro (Atl. Vicentina) 12.96 (+0.5), 3.Sophie Gaida (Atl. Pinerolo) 11.99 (+0.4)
Disco (finale): 1.Maria Antonietta Basile (Enterprise Sport & Service) 43.77, 2.Elisa Galzignato (Cus Padova) 40.01, 3.Marika Santoferrara (Falco Azzurro Carichieti) 39.36
Giavellotto (finale): 1.Maria Luna Frisini (Cus Bari) 42.33, 2.Adelaide Andriani (Atl. Brescia 1950 Ispa Group) 40.32, 3.Agnese Colombaro (Atl. Bellinzago) 39.40
4x100m (finale):


Nella foto in alto, la triplista Francesca Lanciano atterrata ad 1 centimetro dal primato italiano di categoria; sotto l'astista Sonia Malavisi che ha battutto a sorpresa la primatista under 20 Roberta Bruni



RISULTATI/results

Le foto della prima giornata / Photos of day 1

sabato 1 ottobre 2011

Rieti, la sorpresa è Sonia Malavisi


Rieti, la sorpresa è Sonia Malavisi


(in aggiornamento) Una giornata solare e trasparente saluta l'avvio della 46^ edizione dei Campionati Italiani allievi al "Guidobaldi" di Rieti. Dopo una mattinata dedicata per lo più alle batterie, visto che il nuovo programma concentra molte delle finali nella seconda giornata, si assegnano i primi titoli. Esito inatteso sulla pedana dell'asta: la romana Sonia Malavisi, salita a 3.80, supera "in trasferta" la favorita reatina Roberta Bruni, primatista italiana e oro nell'Eyof in Turchia. Nel disco vince con il personale di 43.77 la campana Maria Antonietta Basile, alla terza maglia tricolore della carriera dopo le due conquistate tra le cadette. Buon 72.28 nel martello per il pluriprimatista nazionale e finalista iridato Marco Bortolato, mentre in una finale del triplo dagli eccellenti contenuti complessivi, il milanese Edoardo Accetta si migliora di mezzo metro con il suo 14.99 vincente. I gemelli livornesi Dini (che domani festeggiano il 17° compleanno) dominano in solitario le gare del mezzofondo, Lorenzo sui 1500 e Samuele sui 3000. Nelle batterie dei 100hs brilla la veronese Silvia Zerbini, esordiente quest'anno sulle barriere e figlia di Luciano, già azzurro del disco per molte stagioni. Per l'argento iridato del lungo Anastassia Angioi uno splendido assolo nel primo turno dei 100 metri.

LA CRONACA DELLA PRIMA GIORNATA (in aggiornamento)

400hs M (batterie): Subito in palla due dei protagonisti della finale cadetti dello scorso anno, con il trentino Matteo Mazzola miglior tempo del turno (55"53) ed il primatista italiano dei 300hs cadetti Luca Cacopardo in gran spolvero (55"59). Il livornese Mattia Contini, semifinalista mondiale a Lille e annunciato in progresso (52"88 la scorsa settimana, tranquillo 55"55 nella batteria di oggi) dovrà cominciare a guardarsi dalla concorrenza. Due pretendenti dichiarati alla finale di domani, il lombardo Nugara e Mirko Romano, restano fuori dall'elenco dei promossi.
400hs F (batterie): Manca Raphaela Lukudo e il forfeit dell'azzurra dispiace non poco: ma in realtà aumenta l'attesa per una finale nella quale "Raffa" sarebbe stata la chiara favorita. Invece ci sarà spazio per tutte le outsider della vigilia: con Giulia Crivello, campionessa uscente dei 300hs cadette, in possesso del miglior accredito di partenza. In batteria, però, in testa a tutte si piazza la tedesca-varesina Sarah Lonmon (65"12): buona impressione anche dalla figlia d'arte bolzanina Lisa Prast, seguita anche da papà Georg, già azzurro e primatista italiano di categoria su 110hs e 400hs.
400m M (batterie): Blocchi di partenza affollati e ben 5 batterie nel programma della mattinata, ancora orfane del capolista stagionale Luigi Siciliano. Il più veloce del turno è il bergamasco Davide Carpani (50"09), tricolore studentesco a Roma nelle finali di maggio: ma al centro dello schieramento domani ci sarò il monzese Davide Kalegarich, capolista stagionale e orgogliosamente noto nell'ambiente come il "terrone sloveno" (sangue pugliese per parte di madre e slavo per le origini del nonno paterno).
400m F (batterie): Le migliori segnano il territorio fin dalle batterie: la bergamasca (compagna d'allenamento di Marta Milani) Sabrina Maggioni a 58"02, la vicentina di Schio Francesca Scapin a 58"08 e la più estrosa di tutte, Lucia Pasquale, presentatasi con i capelli tinti di rosso per chiudere in 58"14. Anche perché l'allieva di Tonino Ferro vuole riscattarsi al debutto tra le allieve dopo aver dovuto rinunciare a competere per il titolo cadette dei 300m l'anno scorso a Cles, a causa di un infortunio.
200m M (batterie): Un uomo solo al comando, verrebbe da dire. Difficile che domani il titolo possa sfuggire ad un Eseosa Desalu in condizioni smaglianti: un abisso tra lui e gli altri in batteria, corsa in 22"01 (+0.3). Tra gli inseguitori si fa spazio con 22"33 (0.0) il portacolori dell'Atletica Rodengo Saiano Pietro Pivotto, valido protagonista un anno fa sui 300 metri ai tricolori cadetti di Cles.
200m F (batterie): Qui il pronostico è tutt'altro che scontato e quindi è giusto che le possibili pretendenti al titolo corrano un po' coperte al primo turno. Molto tranquilla Ilenia Vitale, quest'anno la migliore sul giro di pista, che vince la sua batteria in 25"81 (-0.7), mentre la dominicana di Verona Johanelis Herrera è la capofila provvisoria con 25"24 (-1.0).
Disco F (finale): Il primo titolo dell'edizione 2011 va a Maria Antonietta Basile, già azzurra ai Mondiali di Lille. In Francia la campana allenata da Angelo Zagaria aveva un po' pagato lo scotto nell'inesperienza a livello internazionale, ma quando si tratta di tricolore non sbaglia un colpo: terzo oro consecutivo,. dopo i due già messi in bacheca nella categoria cadette (Desenzano e Cles): con l'ulteriore soddisfazione del primato personale, per quanto riscritto solo di qualche centimetro (43.77 contro 43.69). Per il resto solo Elisa Galzignato va sopra la fettuccia dei 40 metri, ma si conferma sul podio la teatina di Bucchianico Marika Santoferrara (ancora terza, come un anno fa tra le cadette).
Triplo M (finale): La pedana cara ad Andrew Howe ispira i giovani saltatori oltre le aspettative: tanti i nuovi personali e tutti i finalisti vanno oltre i 14 metri. Certo manca l'acuto, quel balzo al di là dei 15 metri che avrebbe nobilitato ancor più una competizione di livello complessivo molto valido. Il favorito Gabriele Parisi chiude solo al 5° posto e la sua delusione è palpabile mentre va sportivamente a complimentarsi con Edoardo Accetta, tricolore a sorpresa grazie ad un miglioramento di quasi mezzo metro (merito al tecnico Laura Monzani, che fin dal primo giorno aveva promesso al ragazzo milanese di trasformarlo in un triplista di buon livello). In progresso anche Flavio Ferella, seguito a Frascati da Pierpaolo Montalto: 14.88 per il marinese di Santa Maria delle Mole, a conferma del titolo indoor conquistato a febbraio sulla pedana di Ancona. Allora con i capelli decorati col tricolore, oggi criniera bianca: più per allentare la tensione che con intenti scaramantici.
10hs F (batterie): Attenzione a Silvia Zerbini. Le ultime uscite stagionali avevano annunciato la veronese in notevole condizione ed infatti è suo il miglior tempo del turno eliminatorio (14"35 con vento -0.1). Una crescita straordinaria per una ragazza che ha l'atletica nel sangue per via del papà (l'azzurro del disco Luciano Zerbini), ma ha cominciato a fare ostacoli solo quest'inverno, arrivando subito 5^ sui 60hs ai Tricolori indoor di Ancona. In precedenza lo sport di Silvia era l'equitazione, ma una brutta caduta (sugli ostacoli ...) con il suo fido cavallo Medusa l'aveva convinta a cambiare strada. Ora ha messo sulla difensiva le possibili favorite della vigilia, come Maria Paniz e Giada Carmassi.
Martello M (finale): Il pluriprimatista italiano Marco Bortolato si dichiara un po' scarico, dopo le tante gare sostenute quest'anno: e si rammarica del fatto che non ci siano occasioni per lanciare il martello da 7.25kg visto che in allenamento ha ottenuto più di 58 metri con l'attrezzo dei "grandi". Ma l'allievo di Mario Vecchiato è in ogni caso inattaccabile e mette subito al sicuro il titolo con il suo lancio iniziale a 72.28 (poi un 71.17 al 5° turno). Perfettamente rispettate le gerarchie stagionali, con l'altro azzurro di Lille Francesco Neri e il lombardo Diego Antoj sul podio: tre nulli per il portacolori delle Fiamme Gialle Simoni Giuseppe Trancuccio, che sembrava destinato ai piani alti della classifica mentre l'abruzzese Nicola Massi festeggia il primo lancio della carriera oltre i 60 metri.
110hs M (batterie): Anche al campione in carica e primatista allievi Lorenzo Perini le scorie della stagione stanno presentando il conto: ma la superiorità dell'atleta del'Osa Saronno è tale che può tranquillamente controllare la batteria segnando lo stesso il top del turno con 14"45 (-1.5). Ora si tratta di ricaricare le batterie in vista della finale di domani.
100m M (batterie): La scorrevolezza del rettilineo reatino aiuta non poco, anche se il vento resta un po' ballerino. I protagonisti attesi vanno sotto gli 11" denotando una condizione ancora brillante: Giacomo Isolano (10"87, vento +0.9) e Lorenzo Bilotti (10"86, vento +1.1) viaggiano comodamente in carrozza. In crescita il romano Gianluca Martino, in maglia Cariri, e molto in palla anche l'oristanese Davide Melis, mentre Giovanni Cellario gioca un po' a nascondino e rischia di farsi precedere dall'altro pupillo di casa Jonathan Capuano. Domani si riparte tutti alla pari.
100m F (batterie): Abbandonata la pedana del lungo dopo l'argento ai Mondiali di Lille, Anastassia Angioi torna a cimentarsi nello sprint come l'anno passato a Cles, dove conquistò il titolo cadette degli 80 metri. E la sassarese ha davvero un altro passo, 12"16 (+0.2) con un'azione splendidamente fluida sotto gli occhi del papà Antonio, che la segue da tecnico sulla tribuna del Guidobaldi. Non si vede chi possa insidiarla nella finale di domani, dalla quale resta fuori una possibile outsider come Martina Piergallini, campionessa nazionale studentesca a maggio.
1500m M (finale): In realtà due gare in una, con Lorenzo Dini all'attacco dal primo metro e Federico Gasparri incollato ai suoi garretti (passaggi da 62"2, 2'05"8 e 2'37"1 ai 1000m), mentre tutto il gruppo - molto più indietro - pensava solo a giocarsi il 3° posto. Fatto sta che il livornese, a questi livelli quasi un fuoriclasse, riesce a festeggiare con un giorno di anticipo il suo 17° compleanno nonostante i muscoli affaticati dalla stagione durissima: mentre c'è soddisfazione anche per il valido collega abruzzese, approdato al personale per la gioia del suo tecnico Carlo Piersante (già buon mezzofondista negli anni di attività agonistica).
1500m F (finale): Isabella Papa, forte del titolo su strada conquistato a Lucca, non ha alcuna intenzione di farsi sfuggire questo successo in pista. E così la romana forza il ritmo fin dal primo giro e scava un gap importante con il gruppo delle inseguitrici, dove cerca di farsi luce nella parte iniziale Debora Varrone (poi riassorbita dalle rivali).
Alto F (finale): Desirée Rossit, la grande delusa dei Mondiali di Lille, torna flirtare con quota 1.80. Purtroppo non c'è più lo stato di grazia che ha permesso all'allieva di Luca Toso di salire in inverno al suo personale di 1.86 indoor: ma il titolo di categoria è suo con 1.76 alla terza prova. L'altra azzurra reduce dalla rassegna iridata, Anna Pau, non riesce a respingere per un errore di troppo l'assalto di Alessia Palmaccio al secondo posto.
Asta F (finale): La sorpresa delle sorprese si consuma sulla pedana dell'asta: un esito davvero inatteso, che lascia la reatina Roberta Bruni scurissima in volto e la romana Sonia Malavisi incredula e raggiante. La nuova campionessa confessa di non sapere come sia riuscita a battere la favoritissima atleta di casa, anche perché fino ad un paio di giorni fa soffriva ancora per un problema alla caviglia, ricordo di un altro successo da incorniciare come quello raccolto con la sua Audacia Record nella Coppa dei Campioni juniores a Castellon due settimane fa. A quota 3.70 in testa c'è ancora la campionessa dell'Eyof di Trabzon, poi la svolta: a 3.80 Sonia Malavisi riesce ad andare oltre alla seconda prova, mentre Roberta Bruni passa oltre e poi fallisce il successivo assalto a 3.90. Per Sonia, romana della zona Marconi, convertitasi solo un anno fa all'atletica dopo una lunga militanza nella ginnastica artistica, una soddisfazione insperata: con il nuovo personale, un progresso costruito sotto la guida di Enzo Brichese all'Infernetto. Per la campionessa spodestata un'esperienza di cui far tesoro: con l'augurio di avere due azzurre nell'alta classifica degli Europei juniores in programma tra due anni proprio al Guidobaldi.
3000m M (finale): Come il gemello Lorenzo, anche Samuele Dini sceglie una tattica d'urto: inutile fare l'attendista quando la superiorità sui rivali è acclarata dalle risultanze stagionali. Il gruppo in caccia viene guidato a lungo da Lukas Manyika Maguhe, tanzaniano di stanza in Lombardia, ma alla fine sono due ragazzi del '95 - Donè e Ninivaggi - a guadagnarsi le piazze d'onore.

I RISULTATI DELLE FINALI (prima giornata in aggiornamento)

ALLIEVI
1500m (finale): 1.Lorenzo Dini (Atletica Livorno) 3'55"15, 2.Federico Gasbarri (Falco Azzurro Carichieti) 3'57"37, 3.Simone Infante (CA San Nicandro) 4'07"73
3000m (finale): 1.Samuele Dini (Atl. Livorno) 8'35"54, 2.Riccardo Donè (Atl. Jesolo Turismo) 8'44"47, 3.Michele Ninivaggi (US Giovani Atleti Bari) 8'46"55
Triplo (finale): 1.Edoardo Accetta (Fanfulla Lodigiana) 14.99 (+0.3), 2.Flavio Ferella (Running Club Futura) 14.88 (+1.0), 3.Daniele Ragazzi (Francesco Francia) 14.64 (+0.4)
Peso (finale):
Martello (finale): 1.Marco Bortolato (Udinese Malignani) 72.28, 2.Francesco Neri (Atletica Livorno) 66.18, 3.Diego Antoj (US Sangiorgese) 61.74
Marcia 5000m:
4x100m (finale):

ALLIEVE

1500m (finale): 1.Isabella Papa (Cus Tirreno) 4'41"90, 2.Giulia Aprile (Atl. Firenze Marathon) 4'46"69, 3.Elisa Bortoli (Atl. Dolomiti Belluno) 4'46"93
3000m (finale):
Alto (finale): 1.Desirée Rossit (Udinese Malignani) 1.76, 2.Alessia Palmaccio (Asi Intesatletica) 1.70, 3.Anna Pau (Atl. Prato) 1.70
Asta (finale): 1.Sonia Malavisi (Audacia Record) 3.80, 2.Roberta Bruni (Stud, Cariri) 3.70, 3.Lucia Zotti (Atl. Brugnera Friulintagli) 3.40
Triplo (finale):
Disco (finale): 1.Maria Antonietta Basile (Enterprise Sport & Service) 43.77, 2.Elisa Galzignato (Cus Padova) 40.01, 3.Marika Santoferrara (Falco Azzurro Carichieti) 39.36
Giavellotto (finale):
4x100m (finale):


Nella foto (Giancarlo Colombo/fidal):La discobola campana Maria Antonietta Basile ha conquistato il primo dei 40 titoli tricolori in palio nei Campionati Italiani allievi di Rieti.

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